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Mozart e Brahms a Perugia, con la Young Talents Orchestra EY

 

Lunedì 30 novembre alle ore 20.00 presso il Teatro del Pavone (nel cuore di una splendida Perugia che si prepara al Natale) la Young Talents Orchestra EY terrà un concerto di musica sinfonica (Mozart e Brahms).

Il concerto è interessante per due motivi. Il primo è contenutistico. La Young Talents Orchestra EY, orchestra di giovani talenti che si mette a disposizione della comunità per realizzare o sostenere progetti filantropici, si esibirà con un repertorio di tutto rispetto: Mozart e Brahms.

Il secondo motivo di interesse è, per l’appunto, filantropico: con il concerto di Perugia, l’orchestra effettuerà una raccolta fondi per sostenere il progetto “Casa solidale” dell’Associazione di promozione sociale Borgo Solidale.

Chi vuole saperne di più sul concerto e sui destinatari della raccolta fondi, può leggere il resto del post.

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Alfa Performance Tour a Perugia

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Un breve intermezzo nelle faccende perugine di cui mi occupo abitualmente (innovazione, formazione, arte, natura e cultura in particolar modo), per parlarvi di una cosa che ho fatto – sempre qui a Perugia. Nei pressi del Percorso Verde, ai tavolini di Menchetti, dei giovani vestiti di rosso, accanto a un banchetto con la scritta Alfa Romeo posto davanti a un’auto ultrasportiva parcheggiata in modo acrobatico, hanno attirato la mia attenzione.

Erano lì per un TEST DRIVE. Ora, tutti i maschi di 45 anni sanno perfettamente che cosa sia un test drive. Io no. Io mi interesso a cose da nerd, so cos’è Arduino, sono il champion del primo coderdojo di Perugia, insegno a programmare ai bambini… ma che cosa fosse un test drive non lo sapevo. Ora invece lo so: un test drive è un’occasione per provare un’auto. (scopertona!)

Essendo per l’appunto un nerd di 45 anni, ho deciso che questa cosa andava fatta. Ci fosse stata qualsiasi altra auto forse no, non mi sarebbe venuto in mente. Ma era un test drive dell’Alfa Romeo.

Ora, non che interessi a nessuno, ma la mia prima auto è stata un’Alfasud color aragosta. Quando si hanno 18 anni, la patente e il mezzo di trasporto sono attributi che ti permettono molte cose, non solo di spostarti ma anche di sostare, insomma, inutile dire quali siano i vantaggi dell’auto in un periodo come quello. L’Alfasud color aragosta però era un mezzo di trasporto anomalo, perché perlopiù i miei amici, pur usufruendo volentieri di un passaggio per un concerto o una serata, mi prendevano in giro per il colore e per il modello.

L’auto successiva invece non ha avuto più questo problema. Era una Giulietta, con il suo sedere all’insù e una cilindrata interessante per i veri appassionati di auto. Io non lo ero. Mi piaceva solo il suo sedere all’insù. E il color amaranto. Quando abbiamo dovuto darla a un carrozziere che l’avrebbe rottamata perché mio padre mi stava passando la terza Alfa Romeo della mia vita (prendevo le auto dismesse da lui) io ci ho un po’ sofferto. Anche perché la nuova Alfa in arrivo era l’Alfetta 2000 Quadrifoglio. C’era chi la chiamava l’Alfetta Rapina, perché a causa delle sue prestazioni eccellenti era spesso usata per seminare le pattuglie della Polizia dopo un furto.

Con una storia da “alfista di seconda mano” alle spalle, questa nuova macchina con il nome di Giulietta ma senza quello stesso “sedere all’insù” mi ha fatto venire voglia di avvicinarmi a quei ragazzi seduti al banchetto fuori da Menchetti e chiedere informazioni. In pochi minuti mi sono trovato seduto nell’auto. La prima nella quale mi sia seduto – da anni – che non avesse un cambio automatico.

Ora… pensavo che sarebbe stato tragico. Invece la cosa fantastica è che: no, non è tragico. Non avere il cambio automatico non è l’apocalisse. Si può guidare anche senza. Anzi, devo dire che tornare a prendere delle decisioni meccaniche circa l’andamento dell’auto mi ha riattivato aree del cervello e dell’attenzione da anni sopite. Pare che gli esperti dicano che questo cambio abbia caratteristiche speciali. Ecco, quelle caratteristiche speciali lo rendono utilizzabile anche da me, che non so quali siano queste caratteristiche speciali ma che riesco a inserire le marce e coordinarmi con la frizione senza impazzire, grattare, inchiodare l’auto. Quindi, a modo suo, un ambio miracoloso.

Inoltre, poco più avanti del cambio c’è una levetta che cambia l’assetto di guida dell’auto. Si chiama DNA e consente di modificare le caratteristiche della guida da N (“natural”, ovvero una guida normale, da automobilista tranquillo come me) alla D di “dynamic” (ovvero una guida sportiva dove alla pressione dell’acceleratore corrisponde une effetto “iperspazio” di tutto rilievo). Dopo il giro, tornando a casa e leggendo sul web, ho scoperto che la A sta per “all weather”, ovvero un sistema che consente di guidare con maggiore stabilità su superfici con poca aderenza, tipo ghiaccio o bagnato.

Da perfetto nerd ho potuto quindi rilevare due cose: 1) posso guidare anche senza cambio automatico e 2) la modalità “D” è francamente divertente.

Racconto questa cosa su MyPerugia perché, sempre dopo l’incontro, ho scoperto che questa iniziativa toccava diverse città (tra cui anche Perugia) in quello che il marketing dell’azienda chiama #AlfaPerformanceTour.

Visto che questo blog si occupa delle cose che capitano a me, milanese trapiantato a Perugia, mi ha fatto piacere dedicare qualche riga anche a questo tour e a un’azienda automobilistica della mia città che, unica tra le tante, ha acceso il mio interesse quando ero un po’ più giovane.

Se una tappa del tour passa per la vostra città, fate una prova. Attenzione che, quando guidate, i ragazzi girano  un video che verrà pubblicato su facebook. Il video risulta carino – è un montaggio tra la vostra faccia mentre guida e una serie di riprese ultrasportive in cui sembra che siate dei piloti su un circito… È una cosa divertente ma è un peccato che non ve lo dicano prima. Specialmente le donne detestano essere riprese se non sono più che in ordine, quindi il mio è un avviso tecnico: ragazze, prima di salire in auto ripassatevi il rossetto!

:-)

Marco Morello di Web Genitori
Buzzoole

Un CoderDojo anche a Perugia

CoderDojo, immagini di repertorio

Dopo Sigillo, Terni e Foligno, finalmente anche Perugia avrà il suo CoderDojo.

Questa volta parlo di me (sì, sono Marco Morello, quello che firma quasi tutti i post di qusto blog) e di quello che mi piace fare. Con mia moglie Michela Angeletti ho creato Web Genitori, un “contenitore” di iniziative per i genitori e per i ragazzi sulle tematiche dell’innovazione e della Rete. Con Web Genitori e Psiquadro abbiamo deciso di creare il primo CoderDojo di Perugia.

Psiquadro, per chi non lo sapesse, vuol dire tante cose interessanti, ovvero: innanzitutto Irene Biagini e Leonardo Alfonsi – i fondatori – ma anche l’Isola di Enistein, Fame Lab a Perugia, la Notte dei Ricercatori e tutte le altre cose belle che riguardano la divulgazione scientifica nella nostra città.

In loro ho trovato un gruppo di grande competenza, dall’entusiasmo strabordante e dalla praticità pragmatica di chi ama FARE LE COSE e non solo parlarne. In una decina di giorni abbiamo quindi pianificato e realizzato il progetto. Ora siamo pronti a partire e vi aspettiamo domenica 8 novembre alle 16.30 dentro la Rocca Paolina, per il lancio del Primo Coder Dojo di Perugia. Ci sopita il Festival Immaginario, che ha sempre avuto una grande passione per i temi dell’innovazione. All’interno di IMMAGINARIO abbiamo creato ISPIRAZIONI DIGITALI, una “due giorni” dedicata alle cose divertenti dell’innovazione in campo digitale. Il 7 novembre per esempio faremo toccare con mano Makey Makey (mai usato una banana per fare musica?). E l’8, fino alle 16.30, saremo a disposizione per ascoltare e condividere le vostre “ispirazioni digitali”. Venite con una vostra idea, non si sa mai che possa diventare realtà!

Domenica 8 pomeriggio parte invece il primo CoderDojo perugino (qui il programma dell’8 novembre).

Per chi non sa che cos’è un CoderDojo, ecco in sintesi la descrizione: è un luogo dove bambini e ragazzi dai 7 ai 12 anni imparano gratuitamente a programmare, a creare siti web, app, applicazioni con schede elettroniche (mini robot o altri dispositivi interattivi) e tante altre opportunità interessanti del mondo digitale contemporaneo. Qui anche la scheda di Wikipedia che spiega che cosa sia un CoderDojo (leggi da wikipedia).

Si tratta di u’attività svolta a titolo di volontariato da professionisti ed esperti dei vari settori del mondo digitale, che mettono a disposizione un sabato pomeriggio al mese per far crescere la competenza digitale nei nostri ragazzi. Che da semplici (anche se abilissimi) fruitori, si trasformano in “creatori” di cose digitali.

Per saperne di più si possono cercare info e aggiornamenti su facebook (facebook.com/coderdojoperugia), sul blog (coderdojoperugia.wordpress.com), su twitter (twitter.com/coderdojopg).

Se tutto ciò vi piace, vi incuriosisce, vi interessa, se volete far partecipare i vostri figli o volete dare un contributo come volontari, scrivete a pgcoderdojo CHIOCCIOLA gmail PUNTO com (dove ovviamente i testi in MAIUSCOLO e grassetto vanno sostituiti con i simboli corrispondenti e gli spazi vanno eliminati – per inciso, sì, chiocciola sta per “@”).

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Marco Morello di Web Genitori

Emergenze ritratte

Emergenze Ritratte, mostra fotografica

Fino all’11 ottobre, presso la ex-chiesa di Santa Maria della Misericordia di via Oberdan 54, vi conviene fare un giro in centro a Perugia per non perdere la mostra “Emergenze Ritratte“. Tra gli oltre 100 ritratti del fotografo milanese Walter Meregalli, sono certo che incontrerete qualche volto noto.

Tutto ha inizio in una galassia vicina vicina, proprio qui a Perugia, dove quel genietto di Antonio Brizioli, fondatore del progetto editoriale Emergenze, ha anche lanciato il progetto artistico-culturale di Kristina Borg “Riprendere il filo” che oggi ci vediamo sopra le teste camminando in giro per Perugia: un nastro rosso che solca il cielo, annodato tra i palazzi del centro storico, che unisce simbolicamente e fisicamente la città, da Porta San Pietro a Porta Sant’Angelo. In occasione di questa installazione artistica – grande come tutto il centro storico di Perugia – il fotografo Meregalli ha voluto dare man forte al collettivo di Emergenze allestendo in Piazza Matteotti un set fotografico professionale nel quale ha scattato centinaia di ritratti ai passanti.

Invito Emergenze RitratteDal filosofo di strada all’estetologa dell’università, dal predicatore alla cameriera passando per studenti, signore di tutte le età, padroni di cani con cani, la mostra in corso adesso in via Oberdan 54 ha fissato cento di questi volti in belle stampe 30×40. I ragazzi del collettivo hanno risistemato perbene l’area espositiva dell’ex Chiesa della Misericordia, stuccando, riverniciando, ripulendo ogni cosa. Sarà una delle rare occasioni in cui il Comune, al termine dell’esposizione, si ritroverà non solo con migliaia di cittadini e turisti felici di aver partecipato a un bell’evento, ma avrà indietro una sala rinnovata e pronta a nuove esposizioni.

Orario della mostra

Aperto tutti i giorni.
Da domenica a giovedì, 16-20
Venerdì e sabato, 16-24

Altre iniziative

Nel coso della mostra sarà possibile partecipare alla “Redazione aperta” della rivista Emergenze, per la creazione del terzo numero dell’edizione. Nel comunicato ufficiale la spiegano così: “Raccoglieremo materiali, idee, progetti… Mostreremo in forma di workshop gratuito come si realizza il nostro piccolo gioiello cartaceo. Cominciate a scriverci se interessati. Sarà l’occasione per attivare ulteriori collaborazioni e scambi.”

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Marco Morello di supersalute.com

Cose da vedere in centro a Perugia (l’acropoli)

Disponibile anche in PDF da scaricare e stampare:
Cose da vedere in centro a Perugia

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Nel 1992 ho visitato Perugia come turista. Nel 2006 mi sono trasferito a Perugia con mia moglie – e qui è nata mia figlia. Molte cose devo ancora scoprire ma quando vengono a trovarmi amici da fuori, fornisco la mia visione da milanese trapiantato e faccio a mio modo da guida.

Ho sempre raccontato e accompagnato, ma non ho mai scritto la mia mini-guida alla città di Perugia, quindi adesso inizio a scriverla qui, in modo che tutti possano usufruirne. Sia chiaro: esistono guide VERE che raccontano per bene tutto quello che c’è da sapere. La mia non è una guida dettagliata e storica. Chiamiamola piuttosto “guida emotiva”, ovvero un percorso nelle mie emozioni in relazione al centro storico di Perugia dove vivo e lavoro.

Qui descrivo le cose che preferisco vedere e far vedere nella parte alta del centro storico di Perugia, l’acropoli che si svolge intorno a Corso Vannucci.

L’acquedotto

Il mio posto preferito in assoluto, quello che mi sembra insieme magico, spettacolare, unico, è l’Acquedotto. La foto più bella (chiamiamola “un classico”) si fa da Via Baldeschi, dove si possono imboccare le scalette di Via Appia che portano all’acquedotto. Una bella vista globale si ha anche dall’alto di Via Cesare Battisti, he passa sopra via Baldeschi con un ponte.

Suggerisco di raggiungere il luogo passando per Corso Vanucci, Via Maestà delle Volte, Piazza Cavallotti e poi Via Baldeschi (all’imbocco di Via Baldeschi c’è un’edicola).

L’acquedotto è bello da vedere, ma è anche bello passeggiarci sopra, arrivare fino in fondo, girarsi e ammirare la splendida visione dal basso delle mura e delle case dell’acropoli abbarbicate sulla cima della collina.

Sia che prendiate Via Appia per camminare sull’Acquedotto sia che preferiate scendere da Via Cesare Battisti per ammirare l’Acquedotto dall’alto e l’intrico dei tetti di tegole rosse, arriverete in fondo alla strada e sarete pronti per incontrare la prossima bellezza perugina.

L’Arco Etrusco

Percorrendo tutto l’Acquedotto si sbuca in via Ariodante Fabretti, che si deve prendere verso destra ovvero tornando verso il centro. Dopo il semaforo, procedendo sulla strada, si vedrà il fianco rosso dell’imponente costruzione dell’Università per Stranieri. Superato l’angolo si è in piazza Braccio Fortebraccio, nella quale si viene accolti dall’imponente biancore dell’Arco Etrusco.

Se vi piacciono le salite, potete imboccare l’Arco Etrusco, entrando in via Ulisse Rocchi. In alternativa, se siete scesi lungo l’Acquedotto e preferite una salite più dolce, potete imboccare la curva panoramica di Via Cesare Battisti che torna in Piazza Cavallotti.

Perdersi nell’architettura folle di Perugia

Se vi piace scoprire angoli strani, visuali inusuali, appena imboccata Via Ulisse Rocchi, sulla sinistra troverete uno slargo in salita. In fondo a sinistra noterete un passaggio tra due palazzi, stretto e alto, sormontato da un archetto, con delle scalette in salita. Provate a salire lì e ad avventurarvi in quell’angolo nascosto di Perugia, fatto di vicoli tra via Ulisse Rocchi e Via Bartolo. A me piace molto, anche se non c’è praticamente nulla, se non la bellezza delle case che si accatastano l’una sull’altra.

Porta Sole

Che abbiate scelto di tornare in alto passando per Via Ulisse Rocchi o che siate sbucati in Via Bartolo (poi a destra verso il centro), arriverete in Piazza Danti, alle spalle del Duomo di Perugia. Da piazza Danti, spalle al Duomo, potete partire per due diverse avventure. La prima vi porta in alto, verso una delle viste più belle della città. Se per caso fosse l’ora dell’aperitivo serale e se la stagione fosse quella giusta, vi suggerisco di prendere questa strada, salire lungo via del Sole e tenere la sinistra lungo via delle Prome fino ad arrivare sotto gli alberi di Piazza Rossi Scotti, dove dal parapetto davanti alle panchine potrete abbracciare una vista fantastica, con l’Università per gli Stranieri che svetta sulla sinistra. A sinistra bellissime scalette scendono di nuovo verso Piazza Braccio Fortebraccio, ma se fosse l’ora dell’aperitivo vi suggerisco di lasciarvi alle spalle le scalette, attraversare la piazza sotto gli alberi tenendo il paraptto allavostra sinistra, raggiungere la cancellata dalla parte opposta ed entrare (anche solo per una visita) all’Usignolo, un bar realizzato nel giardino della casa privata di una storica famiglia perugina, che ha trasformato quell’angolo di paradiso, con una vista straordinaria, in un locale pubblico all’aperto.

Dopo la sosta all’Usignolo, uscendo andate a sinistra, la strada è leggermente in salita, per sbucare in Piazza Michelotti Biordo.

Se avete ancora energie potete fare uno sforzo finale per raggiungere la Cappella San Severo dove si trova il più bell’affresco di Raffaello. Per raggiungerla da qui, dovete attraversare la piazza e passare in un vicoletto tra il palazzo a mattoni della Casa di cura Porta Sole e un palazzo giallino. State imboccando Via Aquila, che con un po’ di saliscendi in mezzo a case e casette fantastiche, vi porterà in una piazzetta davanti alla Cappella di San Severo, nella quale, se vi interessa, potrete per l’appunto vedere un affresco che pare sia stato iniziato da Raffaello e terminato dal Perugino. Informazioni qui: http://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g187907-d243483-r172989841-San_Severo-Perugia_Province_of_Perugia_Umbria.html

A questo punto non vi resta che imboccare Via Raffaello, scendere altre scalette e sbucare in Via Bontempi, raggiungere Piazza Piccinino, dove potrete tornare con due passi a Piazza Danti e a Corso Vannucci. Prima, però…

Via Volte della Pace

Già che state passando per Via Bontempi diretti a Piazza Piccinino, vi suggerisco di dare un’occhiata a un’altra via che adoro. Percorrendo via Bontempi verso piazza Piccinino, sulla sinistra troverete l’imbocco in discesa di Via Volte della Pace. Si tratta di un vicolo medievale che passa tra le case e sotto le case, con un porticato gotico del trecento. Un posto incantevole che sbuca in Piazza Matteotti (angolo via Alessi), piazza parallela a Corso Vannucci.

Piazza IV Novembre

Ci siamo passati prima, passeggiando per corso Vannucci e diretti all’Acquedotto che ha dato inizio al nostro “tour”. Ora che abbiamo camminato un po’, ci farà piacere soffermarci qui. Tutte le mattine accompagno a scuola mia figlia e tutte le mattine faccio in modo di passare per questo luogo fantastico. La vista di Palazzo dei Priori e del Duomo che si fronteggiano con la Fontana Maggiore che fa da arbitro secolare è una visione che quotidianamente mi fa ripetere il mantra interiore della gioia, che recita più o meo così: “comesonofortunato, comesonofortunato, comesonofortunato…”. La piazza principale di Perugia è anche il luogo che accentra alcune delle più grandi bellezze della città.

Certamente dovrete fare una capatina dentro Palazzo dei Priori, salendo l’imponente scalinata che vi porta dentro l’incredibile Sala dei Notari che, per quello che so io, è sempre aperta al pubblico. In piazza IV Novembre, dalla parte opposta, potrete fare una visita al Duomo, la Cattedrale di San Lorenzo, del quale le guide vi parleranno a profusione. Non sono certo però che tutti siano consapevoli che, a sinistra del Duomo, entrando sotto l’arco che introduce nel chiostro della Cattedrale di San Lorenzo, si trova il Museo Capitolare di Perugia che da un lato ospita opere artistiche di grande interesse ma dall’altro è il punto di ingresso per una fantastica visita sotterranea nel cuore della Perugia etrusca. Una visita fantastica e suggestiva negli scavi sotto la cattedrale. Quest’ultimo museo, forse tra i meno conosciuti in passato, è stato una scoperta fantastica per tutta la famiglia, perché gli scavi sotterranei sono di grande fascino anche per i bambini.

Lungo Corso Vannucci

Tornando a passeggiare per Corso Vannucci, oltre a una capatina nello storico bar pasticceria Sandri, potrete visitare la Galleria Nazionale dell’Umbria e il Collegio Del Cambio, entrambe esperienze molto intense per tutti gli appassionati d’arte. La Galleria Nazionale dell’Umbria ha anche molto da raccontare dal punto di vista architettonico, qualunque sia la mostra in corso.

Nel caso foste in questa zona di giorno, uno scorcio suggestivo e nascosto si trova in un vicoletto secondario che si imbocca da Via Fani. Sto parlando di Via del Forno. Di sera/notte la sconsiglierei, ma di giorno potrete trovare interessate la scala interna di un palazzo che si vede solo da qui.

Intorno a Piazza Matteotti

Piazza Matteotti è un grande slargo in cui confluisce Via Baglioni e dal quale defluisce la discesa di Via Alessi. Da qui parte via Oberdan, chiamata anche “la via dello shopping”, dove i ragazzini di tutte le età (si può essere anche “ragazzini dentro”) vanno in pellegrinaggio al negozio di abbigliamento Smooth.

Da piazza Matteotti, accanto all’ufficio delle informazioni turistiche, attraverso un arco si accede alla splendida Terrazza del Mercato Coperto. Il Mercato Coperto per molti è una brutta costruzione dell’epoca fascista, ma in realtà, oltre che costituire uno splendido punto di vista sulla valle tra Perugia e Assisi e sul monte Subasio, il Mercato Coperto è una costruzione che ospita effettivamente i banchetti del mercato nell’unico piano rimasto ancora operativo. Quello che non tutti sanno è che la struttura ospita al suo interno addirittura un teatro, oggi in disuso, abbandonato e chiuso al pubblico. La struttura, inoltre, offre una visione meravigliosa delle mura e dei contrafforti che sostengono Piazza Matteotti e le costruzioni che la sovrastano. Una visita al Mercato Coperto, anche se non si deve comprare nulla, vale la pena. È vero che oggi è decadente, sporco e maleodorante, ma dai finestroni si gode di un panorama molto suggestivo.

Sempre su piazza Matteotti, verso l’imbocco della discesa di Via Alessi, si affaccia la Chiesa del Gesù. La cosa interessante della Chiesa è che sotto di essa, su tra piani a scendere, si sviluppa una costruzione ricca di sorprese. Purtroppo questa parte, che conduce a uno splendido Oratorio, non è sempre visitabile, quindi bisogna informarsi sulle date o le occasioni in cui ci sono visite guidate. Se la chiesa infatti ha il suo ingresso su Piazza Matteotti, all’esterno si aggrappa sulle mura esterne che scendono fino alla base del palazzo del Mercato Coperto. Proprio dalla Terrazza del Mercato Coperto si può ammirare l’esterno della costruzione che ospita la chiesta in alto e tutti gli altri ambienti nei piani inferiori.

In piazza Matteotti c’è un’altra attrazione, che è quella del “Baracchino della Porchetta”, una piccola costruzione verde che di solito si trova addossata al palazzo delle Poste e che oggi, nel corso dei lavori di ristrutturazione del manto stradale, è stata spostata nel mezzo della piazza. Per chi ama questo tipo di cibo, pare che sia la migliore porchetta di tutta l’Umbria.

La Rocca Paolina

La prima volta che ho visitato Perugia ho pensato che questo posto, così magico, misterioso, imponente, fosse irreale. Per qualche istante ho creduto di trovarmi in un set cinematografico. La Rocca Paolina, di cui su wikipedia trovate tutta la storia, è veramente un luogo unico. Potete visitarla al termine del vostro giro ma se avete parcheggiato al parcheggio di Piazza Partigiani potrebbe essere ance la prima cosa che vedrete arrivando in città perché la Rocca è attraversata dalle scale mobili che portano dal parcheggio a centro storico. Andarci di giorno è meglio, perché le lame di luce che entrano dagli spiragli sul soffitto o dai finestroni nelle sale creano dei fantastici giochi di luce. È una vera e propria città sotterranea e vi suggerisco di girarvela tutta, ogni vicolo, ogni stanza, guardando in giro ma anche in alto, per non perdervi lo spettacolo degli archi sovrapposti, delle finestre che si affacciano su vicoli che oggi sembrano corridoi ma che un tempo erano vere e proprie strade.

Si accede alla Rocca Paolina sia dal portico tra Piazza Italia e i Giardini Carducci oppure dall’ingresso di Porta Marzia su Via Marzia.

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Marco Morello di supersalute.com

L’importanza di chiamarsi genitori

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Paola Bianchini, Laura Dalla Ragione (e il traduttore simultaneo per non udenti)

Perugia, 29 gennaio 2015 – Questa sera in una sala di Palazzo della Penna (Perugia) ho seguito il primo incontro del ciclo “L’importanza di chiamarsi genitori“. Paola Bianchini e Laura Dalla Ragione hanno dato inizio a una serie di appuntamenti che proseguirà fino al 25 giugno, focalizzati sul tema della genitorialità. Nel confronto con due professioniste che, nel loro lavoro, incontrano ogni mese centinaia di genitori, si ha l’occasione di alzare lo sguardo sul “mestiere di genitore” e – volendo – sul mestiere di vivere.

La visione e l’approccio di Paola Bianchini (filosofa) ci consentono di guardare le nostre relazioni familiari in modo più chiaro, più nitido. Forse, per non esagerare, dovrei dire: meno caotico. Grazie alla sua intensa esposizione delle dinamiche in atto, smettiamo per un’ora di sentirci disorientati e soli. Ci accorgiamo che non siamo gli unici a vivere situazioni familiari che ci sembrano inusuali, distorte, fuori controllo. Il mondo in cui viviamo è cambiato profondamente e le relazioni tra le persone hanno subito alterazioni impensabili fino a 30 o 40 anni fa.

Calendario incontri

Calendario incontri “L’importanza di chiamarsi genitori”

Sentir parlare Paola Bianchini è un’occasione da non perdere. I suoi suggerimenti, il suo approccio, sono molto pratici, molto diretti. Descrive l’universo emotivo dei legami familiari con lucidità, senza buonismo ma con la capacità di dare ai genitori in sala un messaggio di grande speranza. La sensazione che ho avuto è che non sono l’unico genitore a sentirsi smarrito di fronte alle scelte quotidiane. Non sono l’unico a rendersi conto dell’abissale differenza che c’è tra quello che è stato il mio modo di crescere e quello che è il modo di crescere di mia figlia.

Chi è a Perugia o dintorni e sente di aver bisogno di crescere come genitore, si segni le date leggendo il CALENDARIO degli incontri che si tengono a Palazzo della Penna (via Podiani, Perugia) dalle 17.30 alle 19, due giovedì al mese. Ecco di seguito un estratto dalla presentazione ufficiale:

Essere genitori, oggi, significa affrontare problemi completamente diversi da quelli delle generazioni che ci hanno preceduto, padri e madri sono oggi protagonisti di battaglie collegate al disagio, alla paura di vivere, alla difficoltà di trovare un significato che riguarda tantissimi giovani del nostro tempo. Il mestiere dei genitori contiene anche il difficile compito di contrastare i molti messaggi ingannevoli e fuorvianti che derivano dal mondo esterno, migliaia d’informazioni, idee, comportamenti che spesso non sappiamo come vengano metabolizzate ed elaborate, ma che hanno una enorme influenza nella costruzione di un’identità. Accompagnare e promuovere l’autonomia dei figli non è un processo semplice né lineare, conosce arresti, brusche separazioni e regressioni. Tutto questo non avviene senza dolore, senza dubbi, domande che spesso rimangono inascoltate. Genitori attoniti, increduli, che si domandano perché non sono stati in grado di proteggere i loro figli. Che si domandano dove hanno sbagliato.

Ritengo che Paola Bianchini sia una di quelle persone che vale sempre la pena ascoltare. Dagli incontri con lei si esce sempre con un motivo in più per sentirsi parte di una Umanità nella quale vale la pena vivere. Un giorno, in confidenza, mi ha detto: “Non una parola non una che dico non è stata sangue in me”.
Ed è proprio così. Le sue parole palpitano.

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Marco Morello di supersalute.com

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Link al programma: L’importanza di chiamarsi genitori (PDF)
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Eurochocolate, Expo e Master Choc

Master Choc

Le Allieve dell’Università dei Sapori

Durante Eurochocolate, in quel brutto capannone sistemato in Piazza IV Novembre – struttura che fa rimpiangere il geometrico rigore del palco del concertone che fu – succedono cose molto interessanti. Per essere brutto e ingombrante, il capannone è brutto e ingombrante, quindi se non vi dispiace evito di pubblicare una foto della costruzione: non potrete fare a meno di notarla. Ma all’interno, sull’onda delle trasmissioni televisive che accendono i cuori dei buongustai di tutto il mondo, invece di svolgersi un qualsiasi Master Chef l’appuntamento è con Master Choc e Master Choc Junior. La scusa è l’Expo 2015 che l’anno prossimo porterà il tema del cibo al centro del dibattito internazionale. Qui a Perugia si anticipano quei temi con sfide, incontri, degustazioni, dibattiti…

Il programma è davvero ricco e ce n’è per tutti, grandi e bambini. Si può partecipare sia in prima persona (e gratuitamente) iscrivendosi ai vari incontri (clicca qui per iscriverti) sia come spettatori alle sfide alle quali parteciperanno le allieve dell’Università dei Sapori di Perugia (vedi foto). Dietro i banchi da lavoro pronti a tutte le sfide una gradinata ospiterà gli spettatori che vogliono seguire da vicino le gare.

L’elenco completo degli Eventi di Eurochocolate si trova qui e vi invito a cliccare sulle singole voci per aggiudicarvi tempestivamente un posto. Ho il sospetto che alcune delle degustazioni più golose non faranno fatica a fare il tutto esaurito.

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Marco Morello di supersalute.com