Giampiero Giannoni, vicoloL’anno scorso mi è capitato di visitare una mostra che mi ha stupito. Si teneva nell’area espositiva dell’ex Chiesa della Misericordia in via Oberdan. Un artista perugino esponeva i suoi quadri che raccontavano un amore senza confini per Perugia e per l’Umbria. In generale una passione profonda per la potenza che l’architettura dei luoghi esprime oltre l’aspetto paesaggistico. Quadri così ricchi di dettagli e di personalità da risultare difficile, a prima vista, credere che fossero acquarelli. Erano così precisi nella ricostruzione scenica e nella definizione del dettaglio, da sembrare dipinti a olio.

Oggi Giampiero Giannoni espone nuovi quadri al Caffè di Perugia. Alle 18.30 di mercoledì 7 settembre inaugura la mostra “Luoghi da riscoprire” dove il suo amore per la città di Perugia e per l’Umbria rivive intatto e potente. Da una breve intervista sono riuscito a capire che il suo è davvero un lavoro basato su una spinta amorosa. All’inizio del nuovo millennio Giannoni ha iniziato a percepire con rammarico un inesorabile declino della città e allora ha deciso di fissarne la bellezza nei suoi acquarelli, che dipinge con abilità tecnica straordinaria, tanto da superare quello che spesso è il limite dell’acquarello per trarne tutta la potenza espressiva che gli serve per raccontare la sua Perugia. Che sia Perugia o New York, il suo sguardo (che diventa il nostro) è minuzioso quanto basta da restituire tutte le sfumature dell’emozione. E’ vero che l’attenzione al dettaglio è quasi un mantra per Giannoni, ma quello che conta va ben oltre la precisione architettonica e visiva. Giannoni nei suoi quadri evoca la profonda emozione che si prova quando, voltando lo sguardo, si abbraccia con la vista uno degli scorci intimi o spettacolari di Perugia, che sia una striminzita scala in salita o un monumentale bastione. E’ questa emozione che Giannoni ricrea. Comune a chi scopre un panorama per la prima volta così come a chi lo rivede per la centesima, con immutato stupore.

La mostra è un altro punto segnato dal Caffè di Perugia, alla ricerca di artisti del territorio e di cose belle da mostrare a chi viene in centro a Perugia e si ferma magari anche solo per un caffè. E, fosse anche solo per un caffè, alla mostra è legato un gioco, un piccolo divertimento per i visitatori che, amanti di Perugia, vogliono misurare la loro capacità di osservazione. “Se indovini dov’è, vinci un caffè!” è il gioco pensato da Michela Angeletti, la curatrice della mostra: uno dei quadri sarà senza didascalia e chi indovina quale scorcio di Perugia è rappresentato nell’acquarello avrà un caffè in omaggio.

Ho intervistato anche Michela Angeletti e ho finalmente scoperto perché il Caffè di Perugia spende così tanto tempo ed energie nel sostenere l’arte. Io pensavo a un generico approccio mecenatistico. Ma c’è qualcosa di più. Al Caffè di Perugia sta a cuore il centro della città di Perugia. E anche se le polemiche sul centro storico impazzano, secondo i proprietari del locale quello che conta è fare bene il proprio lavoro, offrire prodotti e servizi di qualità e regalarsi e regalare ai propri interlocutori la bellezza che si meritano. Una bellezza che va preservata e alimentata con azioni quotidiane, come quella di dare spazio all’arte, possibilmente all’arte perugina o umbra, ma senza vincoli specifici. Quello che conta è offrire belle esperienze a chi viene in centro. Che sia per lavorare, fare shopping, andare in farmacia o per prendere un caffè.

Mi trovo perfettamente d’accordo con il Caffè di Perugia. Ristorante, pizzeria, enoteca, pasticceria, caffetteria e galleria d’arte, il Caffè di Perugia è un posto dove, al prezzo di un caffè o di un aperitivo si può vivere un’esperienza bella. In centro a Perugia. Nonostante le polemiche.

 

Marco Morello di supersalute.com