Sabato 7 novembre è Sant’Ercolano. I perugini sanno bene che stiamo parlando di uno dei santi protettori della città (e dell’Università). Tutti conoscono le suggestive e impegnative “scalette” di Sant’Ercolano che congiungono il cosiddetto Borgo Bello all’acropoli di Perugia, non tutti però hanno avuto la fortuna di visitare la splendida e unica chiesa di Sant’Ercolano, che sorge ai piedi del lungo serpente di scalini.

Chiesa di Sant'Ercolano (Perugia)

Chi la chiama “bomboniera” lo fa per cercare di spiegare la sensazione raccolta e stupefacente di qualcosa di piccolo e molto ricco di meravigliosi dettagli. Siamo chiaramente al cospetto di un gioiello raro, più che di una bomboniera. Di un prezioso capolavoro dell’arte italiana.

Una chiesa a pianta ottagonale splendida, ancora utilizzata per rare funzioni religiose. Con una caratteristica del tutto nostrana: essendo unica e splendida, è sempre chiusa, perché (così dicono) non ci sono fondi per restauri, manutenzione e gestione. Altrove sarebbe aperta e farebbero pagare un biglietto per entrarci. Qui è quasi sempre chiusa e ha certamente bisogno di un bel programma di manutenzione.

Chi non vuole perdersi l’occasione di una visita, la potrà fare venerdì 6 novembre alle 18 (al termine di una suggestiva fiaccolata che parte dal duomo di Perugia) o sabato 7 novembre alla messa delle 10.30 tenuta dall’arcivescovo Gualtiero Bassetti. Sarà anche l’occasione per seguire una messa cantata dalle voci del Coro Sant’Ercolano, alla sua prima esibizione pubblica.

Marco Morello di supersalute.com