Congiura al Castello

Congiura al Castello

Congiura al Castello

C’è tempo fino al 30 luglio per fare un salto a Magione (a pochi minuti da Perugia) per assistere alla pièce teatrale Congiura al Castello che si svolge all’interno del Castello dei Cavalieri di Malta. Se non siete appassionati delle ricostruzioni storiche e delle rappresentazioni in costume, la cosa non fa per voi. Se invece vi piace l’idea di trovarvi nascosti dietro una siepe a spiare un gruppo di cospiratori che si avvicina al portone del castello e se non vi dispiace seguirli nell’enorme sala in cui ceneranno preparando le trame di un orrendo omicidio, allora qui c’è pane per i vostri denti.

Il castello di Magione è molto bello. Illuminato dalle torce dei soldati e dall’illuminazione di scena è ancora più suggestivo e da solo vale la gita, anche se della rappresentazione dovesse non importarvi nulla.

Per tutti gli altri, la trama è abbastanza avvincente e la rappresentazione più che decorosa, per darvi 45 minuti di sano divertimento immersivo. Eggià, perché con la Congiura al Castello si è proprio lì dove le cose accadono, ci si affaccia al balcone, si spia dietro le siepi, ci si appiattisce contro il muro al comando di una guardia… Sotto il cielo stellato nella notte nera di Magione, come quella notte di 500 anni fa in cui in questo stesso castello si riunirono veramente quei personaggi che incontreranno un destino tragico.

Ottimi voti quindi alla rappresentazione e alcuni appunti veloci sul contorno.

Un nota tra il demerito e l’elogio, va alla narratrice. Vestita come per una serata mondana milanese, con tacco dodici e abitino da sera, guida il pubblico e lo istruisce su come comportarsi nelle varie situazioni. Ecco, quella signora – percarità tanto carina – vestita così fuori tema tra cavalieri, dame e cospiratori in costume, si può interpretare come una Beatrice che guida Dante in Paradiso vestita con short e maglietta annodata sopra l’ombelico… Tenendo presente che il castello è tutto pietre sconnesse, gradini, giardini, sassolini, quel tacco da trampoliere ci è sembrato fuori luogo. L’elogio, intrinseco nel demerito, riguarda l’abilità funambolica della nostra guida: non ha mai avuto un attimo di incertezza e il suo passo è stato più saldo, deciso e preciso di quello dei turisti al seguito, muniti di calzature Birkenstock.

Se per la guida l’abbigliamento fuori tema viene bilanciato dall’ammirazione per la sua abilità da equilibrista, nessuna pietà per la signora che, al termine della rappresentazione, ha accolto in una sala di specchi e luci gli spettatori ancora storditi dagli eventi di sangue della rappresentazione. L’accoglienza doveva prendere la forma di una ipotetica degustazione e si è trasformata invece in un semplice rinfresco minimo (e non si tratta di un errore di battitura: non volevo scrivere “minimal”, ma proprio “minimo”). Senza soffermarci sulla forma e la sostanza del rinfresco/degustazione, la signora ci ha stupito per la masticazione a bocca aperta di una gomma da masticare. Qualunque bambino si sarebbe beccato uno scappellotto col turbo anche per un’escursione pari a un decimo dell’apertura della bocca della signora che, tra l’annoiato e lo stizzito, serviva da bere agli avventori. Senza considerae l’opportunità di presentare i suoi prodotti al suo pubblico, ma cercando di sbrigare velocemente una pratica che pareva infastidirla, la signora ha continuato per tutto il tempo a ciancicare in bocca questa gomma da masticare con ampie mosse della mandibola, guadagnandosi il Premio Cattivo Gusto della serata.

Non fatevi ingannare, però, dalle mie note acide. Tutto il mio risentimento si manifesta perché avrei preferito degustare uno dei rossi della casa vinicola che ci ospitava, piuttosto che lasciare sul tavolo il bianco buttato lì nel bicchiere senza nemmeno una breve presentazione di quello che stavamo per assaggiare.

Chiuderei quindi tornando al lato bello della serata, ovvero la rappresentazione teatrale. Io consiglio a chiunque sia in Umbria fino al 30 luglio di telefonare al 345.3451414per prenotare il suo posto alla Congiura al Castello.

Aggiungo anche i complimenti alla Compagnia Teatrale Magionese, specie al Cardinale Orsini, che mi è piaciuto molto.

Il consiglio del vostro milanese a Perugia, quindi, è: ne vale assolutamente la pena, ANDATECI!

E, mi raccomando: si tratta di una pièce teatrale itinerante, ovvero ci si sposta da un punto all’altro del castello, si sale e scende per scalinate antiche, si cammina sul ghiaino e sull’erba. Mettetevi delle scarpe comode con la suola in gomma e non fate come quel signore che si è portato dietro la sedia pieghevole per assistere comodamente alla rappresentazione. Non serve.

Marco Morello di supersalute.com

5 thoughts on “Congiura al Castello

  1. Carissimo, la ringrazio per il positivo commento che ha fatto per la recitazione e per la bellezza del castello. Siamo contenti che si è trovato bene. Non mi sembra molto giusto da parte sua il commento che riguarda la narratrice e chi le ha servito il vino. Direi che innanzitutto avercene di narratrici eleganti come le nostre e poi in fondo a vino donato non si guarda in bocca (lei non la ciancica mai la gomma?). Ma in fondo sono sicuro che ha voluto trovare il pelo nell’uovo. Ringraziandola della pubblicità della piece le porgo distinti saluti

  2. Caro Guardiano, in veste di guardiano vedo che difende bene la sua creatura.
    Come ha letto, la pièce ci è piaciuta e il castello era splendido. Se per la narratrice può anche evocare peli e uova (e ha ragione lei, Guardiano, la narratrice poteva essere vestita anche in Lurex o con gli anfibi – era comunque brava), per la sciatta conclusione della serata no. Io non ciancico MAI la gomma da masticare nella mia vita privata ma men che meno lo farei in occasioni pubbliche.

    A conclusione di una serata così densa di emozioni, storia e bellezza, una presentazione semplicesemplice di quello che veniva offerto e un sorriso in più non avrebbero guastato. A tutte le degustazioni alle quali ho partecipato nella mia vita si è sempre dato qualche peso al prodotto che veniva offerto, raccontandone in breve (a volte non così breve) pregi, valori, storia e – ove previsto – prezzi, disponibilità, luoghi in cui acquistarlo, recapiti per recuperarlo dopo la degustazione.

    Ecco, il finale della serata mi ha dato l’impressione di un’occasione sprecata. E se lei, caro Guardiano, non prende questo come un amichevole consiglio per far meglio e per trarre soddisfazione anche da questa appendice conclusiva, allora mi ritiro nelle mie stanze e la smetto di dispensare consigli a chi crede di essere al di sopra della possibilità di sbagliare.

  3. Carissimo, dopo questa sua risposta alzo le mani e chiedo venia per il commento un pelino reazionario da me rivolto. Lei ha tutto il diritto di dare la sua autorevole opinione e non credo assolutamente di essere al di sopra della possibilità di sbagliare anzi… La ringraziamo nuovamente e cercheremo di fare tesoro dei suoi preziosi consigli. Le porgo i miei piu cordiali saluti

  4. Mi sono casualmente trovato in questo sito, a leggere i commenti relativi alla “Congiura”.
    Sono una persona abbastanza vicina alla Compagnia ed ho più volte assistito alla rappresentazione della Congiura, nel corso di anni successivi; ho avuto, quindi, grande piacere nel leggere i commenti, fondamentalmente positivi, di Morello; ma, in aggiunta, mi sento in obbligo di spezzare una lancia a difesa di chi è stato spietatamente colpito dalla critica.
    Per quel che riguarda l’abbigliamento della guida, mi sembra che sia opinabile il fatto che la suddetta dovesse essere in costume cinquecentesco, piuttosto che in abiti moderni; ma in ogni caso questa è esclusivamente una scelta del regista, e, se la Compagnia lo riterrà opportuno, a lui sottoporrà il quesito; ma quello che, a mio avviso, è oggettivamente indiscutibile, è che, qualora l’abbigliamento prescelto, sia quello attuale, non mi sembra ragionevole criticare che il medesimo abbia ecceduto in eleganza.
    Quanto alla signora che serve il vino, è sicuramente imperdonabile che quella sera “biascicasse” ma, conoscendola io di persona, non posso esimermi di presentarla, per chi non la conosca, quale di fatto e realmente è; si tratta infatti di persona estremamente gentile, sempre sorridente e disponibile con tutti; e se quella sera è apparsa infastidita o obbligata ad un lavoro che da anni effettua a titolo del tutto disinteressato, è evidente che si trovava in un raro momento negativo e sicuramente non proprio di quello che è il suo abituale carattere. Però, purtroppo, in quella sera ed in quel momento, tale è apparsa e tale rimarrà nel ricordo del nostro commentatore.
    Cordialità, uno spettatore

  5. Caro UNO SPETTATORE, come puo’ leggere qui sopra, ho gia’ dato PIENAMENTE RAGIONE a GUARDIANO e, quindi, confermo anche a lei: la guida/narratrice poteva essere vestita anche da palombaro. Il mio commento, nel suo caso, e’ stato espresso male (e me ne scuso): mi sarebbe piaciuto essere guidato da una dama di corte con un bel vestitone di velluto color porpora e i capelli accrocchiati in testa, ma la scelta narrativa e stilistica della guida vestita con abiti moderni e’ una scelta artistica, perlappunto, e come tale va rispettata.

    Per la Signora della Gomma da Masticare, sono d’accordo che si puo’ essere in una serata no. Ma il mio commento non riguardava solo la Signora, ma soprattutto la gestione della “degustazione” alla quale non è stata prestata una grande cura.

    Come si usa dire in queste occasioni, le cose o si fanno bene o non si fanno proprio. Tolta la considerazione sull’unica serata in cui la Signora della Gomma da Masticare era inversa, una degustazione così non serve a nessuno, ma soprattutto non serve al produttore che mette a disposizione i suoi vini, che, senza un breve preambolo, non hanno modo di essere capiti – ma soprattutto non si riesce a capire perché ci siano quei vini lì e non due bottiglie di succo di frutta ed ettolitri d’acqua fresca a rinfrancare gli avventurieri che hanno appena assistito a una strage di castellani. Una degustazione ha le sue regole, un rinfresco altre.

    [Non vorrei che nel frattempo, disquisendo su chewing gum e relazioni pubbliche, si dimenticasse che la pièce è davvero godibilissima e che il Castello di Magione, visto di notte, illuminato così bene, è davvero stupendo]

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