Indignados a Perugia: chiassosi bighelloni

Cori Notturni degli Indignados a Perugia

Video dei cori notturni

Nella lunga marcia verso Atene, uno sparuto gruppo di sedicenti indignados bivacca in centro a Perugia.

Più che di protesta possiamo parlare di pretesto per campeggiare gratuitamente in una delle più belle piazze d’Italia. Una vacanza invernale per 16 tende stipate di giovani e di tutto il necessario per un camping sereno (fumo, vino e generi di conforto innocentemente forniti dagli stessi cittadini), per una protesta che genera proteste. Di giorno non fanno niente, non danno fastidio a nessuno, non dicono nemmeno nulla a nessuno. Quando qualcuno domanda qualcosa sul significato della loro inusuale presenza, suggeriscono di leggere i cartelli. Girano per le strade della città, danno lavoro a onesti spacciatori locali, si fanno i fatti loro.

La notte, fino alle due e mezza, ubriachi e fumati, cantano a squarciagola inutili cori. Ogni tanto, per pura decenza, ci mettono dentro un PUEBLO UNIDO, non sia mai che qualcuno pensi che stiano bighellonando cantando soltanto ALE’ ALE’ ALE’ ALEEEE.

Io mi ero fatto un’idea tutta diversa degli Indignados. Li scrivevo anche con la “i” maiuscola. Pensavo che, avendo a cuore le sorti dell’umanità, gli stessero a cuore anche le vite quotidiane dei loro vicini. Invece: grandi cause universali sì, rispetto per chi ti sta accanto no. Forse siamo di fronte a una frangia minore, una frangetta, di timidi viaggiatori delle piazze italiane, che colgono l’occasione della pseudo protesta per visitare luoghi meravigliosi, come la nostra Perugia, potendo campeggiare con questa scusa in posti altrimenti inaccessibili.

Chi vuole fare una marcia indignata verso Parigi? Io vorrei campeggiare in Place des Vosges.

In tutto questo, chiaramente, i Vigili Urbani che hanno autorizzato il camping cittadino si guardano bene dall’intervenire.

Godetevi Piazza della Repubblica, indignados. Ma domani, come da programma, sloggiate. Assisi, Foligno, Spoleto, Acquasparta, Narni… Cari amici cittadini umbri delle prossime tappe degli indignados: preparatevi alle vostre notti insonni. L’elenco delle tappe della marcia disturba-quiete-notturna si trova qui.

Una nota per gli amici dell’internationalnonviolentmarch: la violenza non sta solo in una spranga che rompe un cranio o in una tanica che incendia una tenda, ma anche in un gruppo di imbecilli che ti tiene sveglio tutta la notte quando il mattino dopo devi lavorare.

Spero di avere modo di ricredermi sull’impegno di questi rimbecillidos notturni. Per ora li saluto senza stima. E indignato.

Marco Morello

21 thoughts on “Indignados a Perugia: chiassosi bighelloni

  1. ciao, mi chiamo Petra, e, anche se non sto partecipando in prima persona alla Marcia, ho avuto modo di conoscere i ragazzi quando sono passati da Parma e mi sento parte di questo movimento.
    Mi addolora molto quello che tu scrivi. Mi dispiace davvero che la tua esperienza d’incontro con loro sia stata questa… perchè quella che ho vissuto io è stata completamente diversa! Mi chiedo, e ti chiedo, se forse alcuni commenti (“ubriachi e fumati”) (vacanza gratuita, ecc.) non rispondono più a degli stereotipi che alla realtà… capisco il tuo fastidio, se davvero sei stato disturbato fino a notte fonda (e per questo non si può che chiederti scusa!), ma ti invito a non squalificare e non generalizzare, a non lasciare che un momento di irritazione ti impedisca di vedere oltre, e spero tu possa conoscere meglio e cambiare opinione rispetto alla Marcia e al movimento.
    So che è stata fatta un’assemblea aperta nel pomeriggio, hai avuto modo di partecipare? Quella sarebbe stata una buona occasione per conoscere loro e le loro ragioni (quando dici che si veniva invitati solo a leggere dei cartelli, a volte il problema è solo linguistico – la maggior parte di loro sono stranieri e non parlano bene italiano).

  2. Ciao. Anch’io condivido ciò che ha scritto Petra. Molti di noi conoscono i ragazzi e le ragazze della Marcia e io personalmente sto aspettando con trepidazione che arrivino a Roma perchè da qui stiamo organizzando l’accoglienza e un’Agorà che durerà per una settimana, dove sei invitato se vuoi, nata proprio grazie alla loro idea della Marcia, e in cui si discuterà di temi di interesse internazionale (dove sei invitato a dire la tua..le opinioni diverse ci fanno crescere) e si faranno azioni e si condividerà qualsiasi cosa.
    Spero tu riesca a superare l’impatto che hai avuto e a non limitarti al semplice “errore” di una sera, se di errore si può parlare. Un giornalista dovrebbe essere imparziale e non limitarsi a quello che vive personalmente.
    Spero di vederti a Roma per poterne parlare di persona.
    Eleonora

    • Care Petra ed Eleonora, non sono un giornalista ma un modesto incostante blogger che racconta solo quello che succede a un millimetro dal proprio naso. Tendo a comportarmi bene nella vita quotidiana: faccio la raccolta differenziata, compro equo e solidale, mangio biologico e a chilometri zero, metto le lampadine a risparmio energetico, spengo il computer e il monitor quando esco dall’ufficio – dove mi reco a piedi… I miei piccoli gesti quotidiani, volendo anche mediocri, cercano di improntarsi a un ben definito rapporto di rispetto nei confronti dell’ambiente e delle persone che mi circondano. Piccole battaglie quotidiane che porto avanti anche con piccoli sacrifici, nel tentativo di dare una mano all’ambiente che mi circonda e a persone a me vicine (e in alcuni casi anche lontane). Nella mia piccola battaglia quotidiana cerco sempre di ricordarmi che la mia lotta non deve andare a scapito degli altri. Quindi mentre sistemo i sacchetti per la raccolta differenziata non urlo alle due e mezza del mattino fuori dal balcone. Ragazze mie, anche da ubriaco non mi verrebbe in mente.
      E’ l’errore di una sera? Non so dirti, perché la sera precedente sono arrivato a casa dopo le due e non so se fosse successo qualcosa perché non c’ero. Alle due passeggiavo senza cantare per Corso Vannucci (lo dico per esperienza: si può riuscire a camminare per corso Vannucci anche senza cantare e senza urlare – anche se il posto è bello si riesce a frequentarlo sottovce, se si vuole).
      Dici che non ho considerato il valore della protesta perché non ho partecipato all’assemblea del pomeriggio? E’ vero. Quindi non posso dare il giusto peso al valore del passaggio di questo gruppetto di indignados.
      Sono comunque convinto che se si ha a cuore il prossimo lo si ha sempre e non solo durante le assemblee.

      Non dubitare di quello che scrivo, Petra: la maggior parte dei miei interventi è stata scritta mentre davvero i ragazzi cantavano a squarciagola in piazza. Il video amatoriale che ho linkato (lo trovi cliccando sulla foto del post), girato con lo smartphone, è sufficiente a farti capire la situazione. E’ anche vero che scrivere mentre i ragazzi urlavano ha certamente alimentato il mio livore.

      Sono però di questo avviso: UNO, se io avessi scritto in tono differente nessuno di voi si sarebbe attivato per rispondermi: voi che avete contatti diretti segnalate questi comportamenti agli organizzatori della marcia, in modo che non si debba più creare un clima di tensione (qui da noi c’era qualcuno che voleva scendere a dare due mazzate in testa ai tenores notturni). Io ho postato un commento sul blog ufficiale della marcia, ma gli indignados non sono democratici come me e le critiche non le pubblicano – DUE, se volete che la protesta abbia un reale sostegno da parte di chi ne è lontano (per età e cultura) dovete essere irreprensibili – TRE, sono sempre dell’idea che l’impianto generale della protesta sia da sostenere: se i contenuti sono OK, anche la forma però deve seguire.

      Il primo che mi dice MA SIAMO GGGIOVANI si becca una nota sul diario.🙂

  3. Caro Marco, gli organizzatori della marcia sono proprio loro che la fanno! Quello che ti chiedevo prima è di non limitarti a fermarti a guardare un singolo episodio ma guarda i contenuti..tu dici nel tuo punto TRE che l’idea della protesta è comunque da sostenere, ma nel tuo blog non l’hai evidenziato questo..
    Tra l’altro hai avuto la fretta di chiamarli indignados senza nemmeno chiedere a loro chi fossero.
    Visto che nel tuo quotidiano fai tutte quelle cose che dici aiutaci a far crescere questa realtà piuttosto che denigrare chi sta cercando di farlo marciando da nizza ad atene.
    Grazie e buon anno nuovo di cambiamento.

    • Ciao,
      mi aiuti a capire una cosa? Sul sito di cui ho postato il link (http://internationalnonviolentmarch.blogspot.com/) si fa riferimento ai gruppi in marcia come a “indignados”. Il termine l’ho preso da lì. E tutti i giornali locali si sono rivolti al gruppo di campeggiatori chiamandolo GLI INDIGNADOS. Che cosa ho sbagliato? Mi erano chiare anche le motivazioni, che ho letto sul sito di cui sopra. Avendo un po’ di tempo avrei potuto scendere a chiacchierare con loro. Invece abbiamo semplicemente sostenuto la loro permanenza portandogli da mangiare. Quando gli ho chiesto chi fossero, due ragazzi italiani mi hanno detto LEGGI IL CARTELLO e così ho fatto. Era notte fonda, c’era un freddo cane, quindi abbiamo parlato per pochi secondi perché la meteorologia e l’ora ci erano contro. Il cartello non mi bastava, quindi ho cercato info sul web. Non credere che io abbia scritto il mio post senza sapere di che cosa si stanno occupando. E’ proprio perché lo so che me la sono presa.
      Buon anno di cambiamento anche a te!

  4. ciao Marco,
    grazie per averci risposto. Aggiungo solo un paio di cose:
    – dici di aver scritto sul sito ufficiale, se ti riferisci a quello che hai linkato, come vedi purtroppo è un po’ che non viene aggiornarto, quindi mi sento di dirti che non è un caso di censura, e che il tuo commento verrà pubblicato. C’era in realtà un altro sito, quello davvero ufficiale che veniva usato con maggior frequenza dai marciatori, ma che è al momento non disponibile causa problemi tecnici (non capiamo se è stato oggetto di hackeraggio o virus o che so)
    – proprio perchè condividiamo quello che tu dici rispetto allo stile di comportamento che le azioni devono testimoniare, ci saremmo attivati a risponderti in ogni caso🙂, e di quello che è successo ieri se ne sta parlando anche con il gruppo della Marcia (nota: non ci sono “organizzatori”, nel senso che siamo una struttura orizzontale e perciò ognuno è responsabile in prima persona)
    – io credo davvero sia stata… diciamo sfortuna, la tua, e ti è capitato di entrare in contatto con la Marcia non nei tanti momenti di lavoro serio ed impegnato, ma in un’occasione particolare in cui in effetti forse si è un po’ oltrepassato il limite. E poi, del resto… siamo gggiovani. (scherzo!)

    • Ciao Petra, il sito ha l’elenco delle tappe e credevo quindi che fosse aggiornato.
      Più che sfortunato io, mi sa, sono stati sfortunati loro ad aver fatto casino sotto casa mia. Gli altri condomini indignati hanno semplicemente chiamato i vigili, cosa che non ha ripercussioni a livello di comunicazione.
      Del resto anche il mio blog è piuttosto inoffensivo: un migliaio di lettori al mese non fa certo paura a un movimento che è in tutti i telegiornali del mondo.
      Però i temi sono importanti. Onoriamoli come si deve.

      [portami il diario per la nota]😛

      • io credo sia comunque importante che se ne parli, perchè anche la persona che chiama i vigili per l’esasperazione, non farà “comunicazione”, ma è qualcosa che non possiamo trascurare, che non vogliamo trascurare!, e che ci deve servire per correggere dove sbagliamo.

        per ricollegarmi a quello che scrive Eleonora, diciamo solo che c’è un po’ di confusione rispetto al termine “indignados”, che purtroppo è stato spesso usato a sproposito, in primis dalla stampa… ma credo non valga la pena infossarsi qui in questa diatriba🙂

        [e il diario… non ce l’ho perchè non è suonata la sveglia e se l’è mangiato il gatto]

        un saluto e un augurio di cambiamento a tutti
        petra

      • Ciao Petra, sono contento che tu abbia capito il punto chiave: nella marcia verso Atene dovete portarvi dietro solo entusiasmo e consensi. Non ha senso scatenare antipatie. Chi la considera una gita di classe può lasciarsi andare. Chi ne fa una missione importante deve avere più autocontrollo e rispetto della comunità in cui si inserisce (e non solo della comunità dei marciatori).

        Per quanto riguarda il termine INDIGNADOS io in verità l’ho mutuato dal blog di cui ho postato il link. E solo in seguito anche dalle testate online che ho letto prima di scrivere il mio post. Ma se il termine è sbagliato, spiegami, che a me invece interessa (oppure portami da qualche parte dove si parli dell’argomento – c’è qualche forum o blog che parli di questi argomenti?).

        Una cosa importante, Petra, se vuoi pubblicare dei link giusti al sito giusto che parla dell’iniziativa, mandameli che li sostituisco: questo post è molto letto quindi può aiutarvi a diffondere meglio il vostro messaggio.

  5. Ciao Marco Morello sono quello che ha creato il blog italiano della marcia. E sono l’unico italiano che è partito ad accogliere i marciatori alla frontiera e che è stato con loro per le prime due settimane fino a Genova. Voglio dirti solo una cosa. Le battaglie si fanno sempre insieme. Il video presenta solo qualche secondo di alcuni che cantano la canzone francese “ne lache rien”, una canzone creta da un gruppo musicale in onore degli indignados…. Non mi sembra dal video che abbiano fatto chissà quale baccano.
    Ma anche ne avessero fatto, non ne hanno fatto abbastanza.
    Infatti, secondo me, ne dovrebbero fare anche di più, per svegliare gli italiani dal sonno lungo e profondo che stanno facendo…

    Comunque da parte tua il gesto è banale (sembri una persona adulta). Perché avresti anche potuto intervenire da cittadino e chiedere loro di abbassare la voce, piuttosto che girare il filmato di nascosto e poi scrivere quel testo che niente dice se non la tua intenzione di screditare quel gruppo. Poi trovo banale anche il tuo modo di giustificarti nel tuo secondo intervento verso Petra ed Eleonora, parlando delle tue abitudini quotidiane. Francamente, dinanzi alla mia coscienza, persone che ci parlano di tutti i microgesti della propria vita quotidiana per salvare il mondo, mi risultano un po’ egocentrici. Infatti, il tuo piccolo mondo, le tue piccole battaglie che è fatto appunto anche di questi gesti ridicoli in cui hai chiamato “imbecilli” quelle persone senza nemmeno conoscerli. E siccome ti piace mettere in risalto le contraddizioni degli altri, pretendi insegnare agli altri che cosa è la nonviolenza, bene, mi sembra che proprio tu, chiamandoli “imbecilli” non sia un grande esempio. Continua a farti le tue lotte individuali e le tue piccole battaglie quotidiane come tu credi sia meglio. Ma per favore, prima di giudicare, cerca di entrare un po’ di più nella cosa.
    Salutiamo

  6. io li ho conosciuti quando organizzai l’arrivo in liguria,fantastici! e se pensi che un gruppo di giovani possa coprire la verita’ italiana cioe quella di nascondersi dietro le persiane,vi sbagliate,perche non e’ scesa perugia per capire e chiedere un’assemblea?

    • Ciao “afiscar”, ciao “occupy”, il vostro entusiasmo è contagioso. Tra poco mi metterò anche io a cantare di notte per svegliare gli italiani dal loro lungo sonno. Sveglierò solo 5/6 famiglie e i loro bambini che dormono di gusto nella gelida notte perugina, perché qui in centro ci abitano in pochi, ma per voi suona pursempre come Un Passo Verso Il Rinnovamento.
      Sarcasmo a parte, ve la tirate un po’ troppo anche voi, da maestrini della rivoluzione. Io ho denunciato apertamente un gruppo di ubriachi che dopo un giro di canne cantava nel pieno della notte perugina. Occupy, nessuno alle due e mezza, con quel freddo, se la sente di rivestirsi e di scendere a chiedere un’assemblea notturna (forse ho capito male io quello che hai scritto tu, o viceversa).
      “afiscar”, nel blog dedicato alla marcia non ho visto ancora il mio commento, quindi qualche difetto di censura ce lo avete anche voi rivoluzionari (come vedi io sto pubblicando tutto – fa parte di un percorso di crescita a due direzioni). Sono adulto, sì, e vivo in centro. Dove con regolarità gruppi di tossici o ubriachi girano nottetempo urlando. Ogni tanto ho fatto la fatica di vestirmi e scendere. Raramente qualcuno ha accettato con dolcezza un rimprovero notturno. Quindi dopo anni di litigi ho adottato il metodo ufficiale, ovvero quello di chiamare i Vigili Urbani, retribuiti dalla collettività per occuparsi di queste faccende.
      Quando ho visto che erano i vostri ragazzi (avrei voluto dire NOSTRI perché li ho accolti anche io con cibo e prodotti che richiedevano nei loro cartelli) cantare in coro nella notte, mi sono dispiaciuto. Se, come dici tu, dovevano “fare anche di più, per svegliare gli italiani dal sonno lungo e profondo che stanno facendo”, avrebbero dovuto anche scegliere per la loro attività un posto più popoloso. Qui ci abiteremo al massimo in 6 famiglie. Dovevano andare in via Cortonese davanti a un condominio di 10 piani se volevano avere un effetto di comunicazione notturno cantando “ne lache rien”.
      Il fatto è che, lo sai anche tu, quella notte erano semplicemente un po’ su di giri e si sono lasciati andare a un po’ di baldoria, senza nessuno scopo propagandistico o rivoluzionario, afiscar, solo per passare il tempo tra amici, senza pensare minimamente al prossimo, che amano quando parlano dei temi che stanno a cuore a loro stessi e di cui se ne fregano nell’intimo.
      Non trovo differenza con quelli che vanno alla messa la domenica e incendiano i campi rom il mercoledì.
      Comunque io sono costretto dalla mia coscienza a dirti che hai ragione tu: DOVEVO togliermi il pigiama, vestirmi e imbacuccarmi e andare a parlargli. Glielo dovevo per l’entusiasmo con cui ho accolto il movimento internazionale. Andare a dirgli di persona ADESSO STATE FACENDO UNA CAZZATA era la cosa giusta. Ma erano le due e mezza, il mattino dopo dovevo svegliarmi alle sette: sono stato pigro.

      Mi auguro che anche tu, invecchiando, ti prenda a cuore qualche piccola battaglia. Con le piccole battaglie quotidiane di milioni di persone si fa molto di più (o magari si fa semplicemente lo stesso) che con le grandi battaglie di 25 ragazzi. I vostri sono gesti simbolici per portare benefici nel futuro. I nostri pratici per portarli qui e ora. Che dici, vogliamo farci la guerra tra poveri?

      Se per caso tutto questo nostro chiacchierare online serve a rendere un po’ più rispettosi del prossimo i marciatori di Atene, io avrò ottenuto un risultato straordinario e voi avrete avuto a disposizione uno strumento di grandissima importanza per capire quello che succede quando entrate in una nuova città e vi relazionate con le persone che ci abitano.

      Afiscar, per finire le considerazioni sul video: è solo un documento girato con un cellulare. Non hai idea di come si senta veramente in casa quando qualcuno urla in piazza. Ma se non lo avessi girato avrei ricevuto LE SOLITE RIMOSTRANZE tipo CHI ME LO DICE CHE SIA VERO? FIGURATI SE E’ SUCCESSO SUL SERIO. La prossima volta, però, hai ragione, invece di aiutare TUTTO IL MOVIMENTO con un intervento esagerato su un blog parlerò con il singolo gruppo di passaggio. Io sono convinto che questo scambio sia proficuo per tutti.

      Per una volta che intraprendo una battaglia che va un po’ oltre il mio solito mediocre naso lasciatemi andare fino in fondo, no?

      Questa è una battaglia di moralizzazione dei gruppi in marcia verso Atene, per una Perfetta Riuscita dell’Iniziativa. Di giorno attivi, di notte a letto.

  7. Marco, anche io ho cercato il tuo commento sul blog italiano che mi è stato segnalato per email e non l’ho trovato. Ma non temere per le censure. Il blog è cosi poco consultato. Purtroppo non sono bravo con l’informatica. Prova a ripostarlo se ti sembra così importante.

    Penso che i nostri modi di vedere le cose siano un tantino differenti. Non condivido la tua “battaglia di moralizzazione dei gruppi in marcia”, poiché credo che non esista una morale unica per tutti,
    nessuno mi sembra ti abbia chiesto di aiutarci a trovarne una e, in ogni caso, ammesso e non concesso che ti sia lecito moralizzare gli altri, non puoi pretendere di moralizzare gli altri se non li conosci nemmeno.

    Inoltre: se ti hanno disturbato, se pensi che i loro modi siano stati scortesi verso la comunità, se pensi che siano dei maleducati e abbiano bisogno di essere moralizzati, come pretendi di farlo chiamandoli “imbecilli”?
    Il tono del tuo primo commento non sembra in nessun modo conciliante, dunque direi che solo inverosimilmente può essere moralizzante come tu pretendi ora sostenere.

    Per ritornare sul punto relativo alla baldoria, direi che la mia morale in questo caso è che se erano su di giri, se lo meritavano. Ogni giorno centinaia di migliaia di persone occupano le strade e i luoghi pubblici senza chiedere il permesso e senza minimamente considerare quanto chiasso e disturbo arrecano a centinaia di migliaia di altre persone. Questo chiasso giornaliero, questo caos quotidiano nel quale tutti siamo immersi in quanto tutti lo produciamo, non è affatto giustificabile. Quindi, mi sembra esagerato trasformare un momento di temporanea felicità in un processo morale come stai facendo tu. Abbiamo bisogno di divertirci e se dopo un mese e mezzo di marcia quei 4 gatti sotto casa tua si sono presi una sbronza ed hanno urlato disturbando il vicinato non è successo niente di grave.

    La maturità consiste anche nella capacità di comprensione, specie nei confronti dei più giovani. Ma, per essere chiari, in quel gruppo c’è anche qualcuno più grandicello che ha perso ogni cosa: casa, lavoro, famiglia e tutto quello che gli rimane è il bagaglio che si porta dietro nella marcia. Qualcuno di quei ragazzi ha dei problemi serissimi che sono alla base della scelta di mettersi in cammino per oltre 2000 km. Tutti hanno lasciato una situazione, non sono in vacanza come tu e anche qualcun’altro ha cercato di suggerire. Qualcuno è più idealista e politicizzato, qualcun altro lo è meno o è solo alla ricerca di relazioni, sfugge alla solitudine in cui il sistema l’ha cacciato. Questi marciatori hanno commesso errori sin dall’inizio, nel modo stesso di organizzare questa marcia. Ma hanno avuto bisogno di sperimentare per capire in che cosa hanno sbagliato. Abbiamo bisogno di sbagliare per imparare. Ben vengano dunque le critiche, ma che il critico conosca bene le cose di cui parla.

    Infine,quanto alla curiosità che riponi nel chiedermi se faccio anch’io come te le mie piccole battaglie quotidiane, vorrei solo precisarti che, una cosa è cercare di praticare un’etica nella propria vita quotidiana, altra cosa è spiattellarlo ai quattro venti o parlarne dentro un contesto in cui sono state diffuse delle notizie concernenti gli altri. In altre parole, trovo della vanità nel sottolineare che faccio le mie piccole battaglie. Evito sempre di parlare di me, in discussioni di questo tipo.

    Buon proseguimento.

    antonio fiscarelli

  8. Sembra che a un millimetro dal tuo naso sia sfuggita l’assemblea fatta in collaborazione con quella di perugia del martedí sera in mezo al corso e poi quella popolare del mercoledí pomeriggio con una trentina di persone.
    Mi piacerebbe sapere dov’eri mentre io ho perso la voce a spiegare le nostre ragioni davanti a quei cartelli….esattamente quei crtelli indicati da quelli che non parlano italiano….magari se avessi provato a comunicarti in francese, spagnolo, catalano, vasco, inglese, finlandese, greco o tedesco avresti potuto raccogliere qualche informazione in piú.
    Questo articolo mi sembra che possa essere relazionato con il video che uscí dopo “l’accampata” dell’11/11 dalla quale l’assemblea di perugia si era smarcata proprio per la presenza di gruppi di universitari con i quali non si condivide il metodo…..e infatti in quel video non ci sono assemblee ma musica e bandiere di partito e sbornie anche se si vollero far passare quelli come i rappresentanti degli indignati.
    Si vede che diamo fastidio!!!! Prendo questo come un complimento!!!

    • Daniele, abbi pazienza, io lavoro. Inizio appena sveglio, finisco poco prima di addormentarmi. Ho una microimpresa e o è così o è così, quindi poco tempo per le assemblee (o per qualsiasi altra cosa).
      Questo post non è relazionato con nulla. Dei ragazzi accampati sotto casa mia che viaggiano per tutto il mondo per una buona causa hanno disturbato me e i miei vicini urlando in piena notte, una notte in cui speravo di dormire perché ero stanco e dovevo svegliarmi presto. Il problema non è nessun altro che questo. Avete ragione che non posso permettermi di fare la morale.
      Ho lasciato correre alcune delle considerazioni perché il dibattito è in un vicolo cieco, ma ricordo un caso del luglio 2010: a Lucca un tizio è stato licenziato e ha ammazzato i suoi ex-datori di lavoro. Ora, è vero che tra i marciatori verso Atene c’è gente che sta veramente male perché ha visto cambiare la sua vita in peggio nel giro di pochi istanti, ma io mi sono rotto le scatole di dover giustificare sempre tutti: poverino ha perso il posto di lavoro lasciamogli ammazzare in pace chi l’ha licenziato, poverino sta male lasciamogli spaccare in pace una vetrina, poverino fa il poliziotto era accerchiato e ha dovuto sparare in faccia a quel ragazzino… Se hai ricevuto un torto devi per forza farla pagare a qualcun altro? A me sembra un’idiozia.
      A me pare che mi sia legittimo potermi aspettare che gente impegnata in una causa alta e nobile abbia comportamenti alti e nobili. Sennò son tutte chiacchiere.
      E non fare il finto tonto, Daniele, tirando in ballo cose che con c’entrano né con il mio post né con il mio video. Visto che qui tutti sembrate conoscere i ragazzi in marcia per Atene che sono passati da Perugia, vi basta chiederlo a loro. Non credo che proprio tutti fossero ubriachi a tal punto da non ricordarsi quello che hanno fatto in Piazza della Repubblica a Perugia.
      DISTURBARE LA QUIETE PUBBLICA è cosa diversa da DISTURBARE LE COSCIENZE. La mia coscienza non ha avuto né vantaggi né svantaggi.

  9. io dico la mia: diciamo che non da effettivamente un senso di protesta…anche io mi aspettavo indubbiamente una cosa diversa…tutto quello che e’ scritto nell’articolo e’ vero ..quando si dice che in assemblea si consiglia di venire lucid…i mentalmente e’ perche’ si parla del nostro futuro e d’imparare nuove forme di rispetto… e si parla delle assemblee , figuriamoci per un’azione cosi lunga e significativa di protesta!fermo restando che sono un attivista di perugia degli indignati.Cio’ non toglie che per come abbiamo potuto li abbiamo sostenuti e anche questa sera andremo da loro…ma resta il fatto che io stessa nel mio immaginari avevo tutta un altra marcia intesta!!ovvio questo e’ il mio punto di vista .cio’ non toglie che e’ comunque una bella marciache sicuramente ha prodotto tra le persone delle domande e in ancuni anche azioni.condivido il punto di vista di marco sopratutto quando parla che le proteste devono non danneggiare gli altri e perche’ questo possa succedere non solo bisogna avere rispetto ma anche un atteggiamento inclusivo! questo e’ realmente il tema centrale delle assemblee che si tengono anche a perugia. Buona giornata a tutti! ;O)

  10. scusate se utilizzo di nuovo questo spazio….ma non avevo letto tutti i messaggi e risposte che vi erano. rimanendo ferma sul fatto che condivido sempre di piu’ il punto di vista di marco che ha dimostrato non solo di essere una persona avvezza ai confronti ma altresi anche alle proprie messe in discussione…cosa che spesso leggendo i successivi messaggi di risposta non ho molto notato nelle persone che rispondevano a marco salvo un paio di persone.. scusa antonio ma apparte l’ultimo messaggio che hai scritto dove i tuoi toni erano indubbiamente piu’ sereni e con toni di messa in discussione costruttiva , gli altri non li ho condivisi molto….di questo me ne dispiace. quello che questo movimento cerca di fare o meglio si propone di fare e’ quello di essere sicuramente orizzontale dove ognuno vale uno! per mettere insieme tutti nelle loro differenze mi sembra piu’ giusto l’atteggiamento di marco “che non e’ nel movimento” che quello di qualcunaltro che lo e’ dall’inizio… vero marco a sbagliato ha non scendere e parlare con loro…..ma fantastico si e’ messo in discussione ammettendo che sarebbe dovuto scendere! mi dispiace molto notare che queste conversazioni non siano state inclusive nei confronti di marco proponendogli di prendere contatto con le persone che fanno assemblea tutti i martedi sera quasi sotto casa sua!! e mi dispiace anche che nessuno gli a comunicato che in realta i marciatori non sono los indignatos, perche’ loro non si definiscono cosi!! e che noi che facciamo assemblea tutte le settimane in diverse piazze stiamo cercando di costruire proprio quello che dice marco…ovvio non solo su quello che menziona nei gesti quoditiani!!

    • Stefania, il tuo messaggio è confortante. Mi ero convinto di essere diventato troppo anziano per riuscire a capire e a comunicare.
      Comunque finalmente un po’ di chiarezza mi stai aiutando a farla, insieme a Petra. I ragazzi in marcia non sono INDIGNADOS. In un modo del tutto nebuloso avevo il sospetto che fosse così, l’idea di trovarmi di fronte a qualcosa che si svolge nello stesso ambito ma con finalità e modalità differenti. Però cercando di leggere sui blog (e lasciamo perdere quel che si legge sui giornali) non riuscivo a capire un tubo.
      Tu porti in luce un dettaglio di tutto rilievo per la mia visione ristretta e probabilmente distorta della faccenda. Mi fai notare come ‘sti ragazzi non siano sobri nemmeno durante le riunioni ufficiali, quindi figurarsi nel resto della giornata! Io questa frase – te lo dico con il cuore – non avrei mai voluto leggerla. Avrei voluto che si trattasse di un momento di baldoria fuori controllo. Faceva freddo, hanno bevuto per scaldarsi lo stomaco, hanno saltato per scaldarsi i muscoli, hanno cantato per scaldarsi il cuore. Immaginarli in questo stato anche alle assemblee mi fa pensare a persone alla deriva. Un movimento gestito da persone alla deriva dove può arrivare? Se si devono proporre istanze importanti, si deve farlo con lucidità e chiarezza.
      E, cosa importantissima (abbiate un po’ di serenità nel leggere questa cosa), la gente che conta per voi non è quella che sta DENTRO il movimento (e lo dici chiaramente anche tu, Stefania). Sennò fate come i politici che se la cantano e se la suonano tra di loro e non gliene frega niente di quello che pensano gli altri – che pensiamo noi. Voi dovete parlare con gli altri, quelli fuori dal movimento. Dovete parlare con me. Anzi, nemmeno con me, perché io sono uno che adora i giovani ai quali brucia dentro il desiderio di cambiare le cose. Pensa, brucia dentro ancora a me, figuriamoci a voi!
      Dovete essere così bravi, irreprensibili, preparati da convincere la borghesia italiana borderline sul baratro della nuova povertà, quelli che stanno in salotto a guardare Striscia la Notizia, quelli che quando vi vedono (senza che gli abbiate ancora cantato sotto la finestra) già pensano CHE ROMPICOGLIONI.
      Grazie Stefania per i tuoi due post. Scrivi quando vuoi.
      Già che mi stai aiutando a capire, mi dici dove e come posso saperne di più sugli indignados a Perugia e dove posso leggere perbene le motivazioni e le modalità della marcia verso Atene?
      Grazie!
      Marco Morello

  11. ciao Marco, solo una precisazione che forse non ho specificato bene.. quando tutti facciamo assemblea si chiede ai nuovi partecipanti che sarebbe meglio venire lucidi e non usare cio’ che sconvolge in assemblea, proprio come dici tu perche’ e’ da lucidi che si costruisce, con cio’ non volevo affermare che i marciatori facessero assemblea ubriachi o fumati ma che essendo una marcia 24/24 ore forse sarebbe stato meglio utilizzare questo metodo di lucidita’ tutto il gg e x tutta la marcia (ma questo e’ il mio pensiero) per quanto riguarda le info sulla marcia le trovi http://www.facebook.com/events/278792878836082/#!/groups/266825576695478/ ——– http://www.facebook.com/events/278792878836082/#!/groups/nonviolentinternationalmarch/—–http://internationalnonviolentmarch.blogspot.com/2011/12/mercoledi-11-gennaio-2012-alle-ore-10.html
    l’ultimo c’e’ anche le giornate dell’agora’ a roma.
    per altre info sul movimento “indignati” gia’ le sai almeno quelle generiche. per quanto riguarda quelle di perugia e umbria possiamo restare in contatto. se riesci a liberarti dal lavoro noi facciamo assemblea tutti i martedi alle 21 sotto gli archi di piazza italia vicino alle scale mobili.(anche con il gelo ! ) se invece ti fosse piu semplice liberarti la mattina x esempio giovedi siamo al mercato di ponte san giovanni a fare la raccolta di giocattoli da donare “vestite da befane” ai bambini di diverse case famiglia del territorio umbro. P.S. se fai una ricerca su indignati perugia troverai un gruppo che non siamo noi!! il nome indignati va a ruba ;O) ciao e a presto!

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