I ficcanasi umbri (dolci di carnevale)

dolci di carnevale - i ficcanasi

Ficcanasi umbri

I dolci di carnevale hanno spesso un dettaglio in comune: sono fritti. Tradizionalmente il carnevale è il periodo che precede i quaranta giorni di espiazione e digiuno della Quaresima e quindi la tradizione voleva (e vuole tuttora) che in questi giorni di spensieratezza ci si lasci andare ai festeggiamenti e al divertimento – anche enogastronomico. Quindi i dolci di questo periodo sfiorano spesso l’eccesso e sono abitualmente fritti, perché cosa, meglio del fritto, può rappresentare questo spensierato, eccessivo, travolgente momento di festa che capita una volta all’anno? Quindi, per un giorno, lasciamoci volentieri andare alla spensieratezza!

Ogni regione d’Italia ha i suoi dolci di carnevale. Molti si assomigliano, altri sono del tutto originali. Oggi faccio finta di non sapere che scrivo anche per il blog di supersalute.com e vi parlo di un dolce di carnevale appena scoperto in un forno di Perugia: i ficcanasi.

Nella mia regione d’origine (Lombardia) a carnevale si mangiano essenzialmente le chiacchiere. Fritte oppure fritte e ripassate al forno, coperte di zucchero a velo (quelle al forno) o di zucchero semolato (quelle fritte). Quelle che a Milano chiamiamo “chiacchiere” qui si chiamano “frappe” (in altre regioni le chiamano crostoli, stracci, bugie, cenci, galani…).

I ficcanasi hanno lo stesso impasto di altri dolci tipici di questo periodo (farina 00, latte, burro, lievito e olio per friggerli) ma aggiungono al classico impasto delle chiacchiere un dettaglio che li rende unici e veramente ghiotti: scorza grattugiata di 2 arance e scorza grattugiata di un limone. L’aggiunta all’impasto di queste due scorze così profumate e aromatiche trasforma completamente il gusto.

La forma, inoltre, aiuta a creare un effetto completamente diverso da quello degli altri dolci fritti basati su una sfoglia prima stesa e poi diversamente composta in fase di frittura.

I ficcanasi sono abitualmente realizzati con un doppio ricciolo di impasto. Invece di essere stesi (come le chiacchiere) o annodati (come le frappe) sono arrotolati su se stessi, creando un effetto unico: friabili – quasi duri – fuori e più morbidi dentro.

ficcanasi tradizionali di Perugia

I ficcanasi umbri nella forma originale

Visto che i dolci di carnevale nel nome hanno spesso anche una chiara indicazione della forma, sospettiamo che i ficcanasi fossero fatti proprio per carnevale come un doppio baffo attorcigliato. Il buco che risultava nel mezzo, affiancato dai due riccioli di impasto fritto, poteva servire, negli scherzi carnevaleschi, a infilare il naso per simulare una maschera baffuta.

Nel tempo il dolce è stato reinterpretato nella forma, ma mai nella sostanza. Resta infatti un impasto friabile e compatto, con squisito aroma di agrumi e prevalenza di arancia.

Quelli fotografati all’inizio dell’articolo sono stati preparati dal forno Lupi di Via della Viola (Perugia), realizzati abbandonando il concept originario di pseudo-maschera di carnevale e dando ulteriore consistenza al dolce, che, così compatto, diventa una sorta di grande biscotto friabile, gustoso, profumato e rigorosamente fritto, come vuole il carnevale.

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